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Cosa fare dopo il trattamento chirurgico dell'idrocefalo Normoteso

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Idrocefalo Normoteso, cosa fare dopo  il trattamento chirurgico
Dopo il trattamento chirurgico di derivazione ventricolo-peritoneale è fondamentale seguire il paziente nel suo decorso clinico. Quattro pazienti su dieci che, con risposta positiva al drenaggio spinale, non presentano alcun sostanziale miglioramento dopo l’intervento di derivazione ventricolo-peritoneale, possono migliorare se opportunamente seguiti nel loro decorso postoperatorio.
In tali pazienti, va escluso lo scorretto posizionamento del catetere ventricolare, la presenza di contusioni emorragiche nel contesto del parenchima cerebrale intorno al catetere o la presenza di raccolte fluide sottodurali esito di iperdrenaggio del sistema impiantato (vedi possibili complicanze della DVP).
Va inoltre escluso ogni possibile ostacolo al deflusso liquorale dalla valvola in direzione del peritoneo (ostruzioni distali). Bisognerà quindi valutare la pervietà del drenaggio peritoneale escludendo ogni possibile suo intrappolamento o legatura avvenuti al momento dell’impianto.
Al fine di evitare le possibili complicanze e favorire il corretto deflusso del liquor in eccesso è indispensabile valutare il corretto funzionamento del sistema impiantato ed in particolare è utile stabilire se il valore di pressione, a cui è stata regolata la valvola al momento del suo impianto, risulta essere quello ottimale per quel dato paziente.
Un ipodrenaggio rende inefficace il sistema impiantato mentre un iperdrenaggio favorisce la comparsa di raccolte fluide sottodurali che, quando assumono carattere evolutivo, possono ulteriormente compromettere le condizioni clinico-neurologiche del paziente.
Il corretto posizionamento del catetere viene valutato con lo studio TC o RMN dell’encefalo eseguito a breve dopo il trattamento di derivazione ventricolo-peritoneale. Gli stessi studi permettono inoltre di escludere possibili lesioni del parenchima cerebrale circostante ed eventuali raccolte fluide sottodurali.
E’ ipotizzabile un malfunzionamento del sistema impiantato, per ostacolato deflusso liquorale distale, quando alla digitopressione si apprezza una rigdità del reservoir della valvola impiantata.
Un aumentata resistenza alla digitopressione sul reservoire può inoltre riscontrarsi in caso di raccolta liquorale saccata in addome, tesa, la cui pressione interna si contrappone alla pressione intracranica che garantisce il deflusso liquorale attraverso il sistema di derivazione secondo la legge di Portnoy.
Le raccolte saccate sono evidenziate dall'esame ecografico o Rx dell’addome.
La mancata riespansione del reservoire può presentarsi in caso di catetere ventricolare intrappolato o dal ventricolo a fessura che si manifesta in seguito all’iperdrenaggio del sistema, o dal parenchima cerebrale in caso di suo malposizionamento.
Lo studio della dinamica liquorale con metodica RMN a contrasto di fase, e più precisamente lo studio delle variazioni dello stroke volume liquorale acqueduttale, preoperatorio VS postoperatorio, permette di verificare l’ottimale programmazione del sistema impiantato. In un paziente con transitorio miglioramento delle condizioni cliniche e Stroke Volume (SV) acqueduttale aumentato (Vedi Figura area azzurra), il sistema non garantisce il sufficiente deflusso di liquor. Al contrario una riduzione marcata dello SV acqueduttale( Area arancio) può essere segno di iperdrenaggio e può anticipare la comparsa di raccolte fluide sottodurali, la cui evoluzione potrebbe ulteriormente peggiorare la qualità di vita del paziente.
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Portale di Divulgazione Scientifica a cura del dott. Antonio Scollato, Specialista in Neurochirurgia, Dottore in Ricerca,  mail:a.scollato@cetin.it   cell. 347 5451048
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